Il Peccato: femme fatale di Franz von Stuck

Il Peccato: femme fatale di Franz von Stuck

COSA: questo quadro è conosciuto con il titolo “Il Peccato”.
CHI: l’autore è il tedesco Franz von Stuck.
COME & QUANDO: è un olio su tela del 1893.
DOVE: si trova alla Neue Pinakothek di Monaco.

Il Peccato: femme fatale di Franz von Stuck

Nel 1893 il pittore tedesco Franz von Stuck pensa al Peccato e lo raffigura donna. Nel pensar comune purtroppo non è una novità, anzi, a fine Ottocento sembra essere la regola. In arte e in letteratura la donna tende a diventare una femme fatale che ammalia e distrugge: pericolosamente affascinante, il suo fascino può solo portare disgrazia.

Von Stuck ripropone lo stesso tema nel 1908, con poche differenze. Il Peccato è la stessa donna avvolta nel corpo sinuoso e robusto di un serpente che sbuca sopra la sua spalla, con la testa minacciosa e triangolare pronta a scattare. Si tratta di una nuova Eva, il corpo seminudo scintillante e il viso in ombra, incastonata in una cornice massiccia e dorata alla stregua di una pericolosissima icona.

Una Femme Fatale, appunto, e come canta Nico “lei viene dalla strada, prima di cominciare ti ha già vinto; si prenderà gioco di te come un fantoccio, è proprio così”. Forse sarebbe stato dello stesso parere anche Otto Weininger, un filosofo austriaco che, prima di suicidarsi nel 1903 all’età di ventitrè anni, parla della femminilità come espressione di irrazionalità, illogicità e improduttività: una vera e propria minaccia per l’essenza mascolina che al contrario è logica, razionale e produttiva. Un mondo al femminile corrisponde per il giovane pensatore a un mondo degenerato…. Ma quanto ammalia e terrorizza! Così ingannato, il pover’uomo innocente e stordito cade in trappola e, guidato da visioni feroci e sensuali, va a rimpolpare le basi della moderna misoginia.

Sono i corsi e ricorsi della storia. La colpa è femmina: una storia vecchia come il mondo che la cultura figurativa a cavallo tra Ottocento e Novecento vuole ricordarci. Pensandoci oggi, il serpente con le fauci schiuse e gli occhi fiammanti potrebbe diventare un’ottima arma di difesa contro quel pensar comune di cui l’affascinante “Peccato” di von Stuck e le teorie di Otto Weininger non sono che piccoli tasselli.

 

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