Monomane dell'invidia - iena della sapetrière

Chi è la Iena della Salpêtrière?

Il quadro è conosciuto con due nomi, “Alienata con monomania dell’invidia” e “Iena della Salpêtrière“. L’autore è Théodore Géricault e si tratta di un olio su tela, dipinto probabilmente fra 1820 e 1822. Per vedere la Iena dal vivo, bisogna andare al Musée de Beaux Arts di Lione.

Chi è la Iena della Salpêtrière?

La Iena della Salpêtrière non vorresti incontrarla di notte in un vicolo buio. Ha la pelle livida, il viso terreo, è vestita di stracci cuciti assieme da larghe pennellate rosse e marroni. Dalla cuffia pieghettata bianca e a righe esce un ciuffo malmesso di capelli grigi. Gli occhi sono arrossati e acquosi, si direbbero cattivi, o incattiviti. Osserva qualcosa in lontananza, con tenace insistenza e un pizzico di maliconia rugginosa. L’invidia è il suo peccato, o meglio la sua “monomania“: il chiodo fisso, permanente, che incancrenisce corpo e pensiero.

Il momento in cui il pittore francese Théodore Géricault dipinge dieci quadri raffiguranti monomanie – fra cui la nostra Alienata con monomania dell’invidia – è una congiuntura particolare. Ha già dipinto la Zattera della Medusa, l’opera della vita in cui ha messo tutta l’anima e il sacrificio possibile, ma che gli procura solo pesanti critiche e un forte esaurimento nervoso a causa della sua verità così “bassa e triviale”.

Fra un delirio di persecuzione l’altro, conosce uno studente di medicina, Etienne-Jean Georget, che si sta laureando con una tesi sulla follia. Georget diventa il suo medico curante e un buon amico, ma anche direttore dell’ospedale parigino della Salpêtrière, che accoglie solo donne spesso affette da disturbi psichici. Nell’Ottocento gli ospedali di questo tipo non sono certo posti gradevoli, e ancor meno lo sono un secolo prima quando i malati vengono tenuti in catene.

Ma Georget è di una pasta diversa. Segue le orme del dottor Pinel che, dopo la Rivoluzione Francese, abolisce l’uso di catene e scrive un trattato sulle malattie mentali corredato da disegni appositamente commissionati. Così fa in un certo senso anche Georget, commissionando all’amico rinsavito Géricault dieci ritratti di “monomani” di cui oggi ne rimangono solo cinque sparpagliati per il mondo. Dato il crudo realismo, che non lascia spazio alla fantasia, è possibile che siano stati ritratti proprio alcuni dei pazienti di Georget e che la nostra monomane dell’invidia, dato il nomignolo affibiatole di “Iena della Salpêtrière“, fosse un’ospite di lungo corso dell’ospedale femminile parigino.

Che sia invidiosa non c’è dubbio, almeno per la medicina del tempo. Nel ritratto Géricault ripropone il quadro clinico della monomania dell’invidia redatto da Georget: “la circolazione sanguigna diventa più attiva; la pressione arteriosa sale; le arterie della testa battono forte; gli occhi brillano e sono iniettati di sangue”.

Chi era, quindi, la Iena della Salpêtrière? La risposta è: non si sa. Non se ne conosce il nome, né il luogo di origine, o la data di nascita. E’ una donna che resterà, suo malgrado, ancorata per sempre alla sua malattia, qualunque essa sia, continuando a guardare lontano l’oggetto della sua invidi. Qualunque esso sia.