Il ritratto di Gertrude Stein dipinto da Picasso è considerato il precursore del Cubismo

Nel Salotto di Gertrude Stein

Questo quadro raffigura la scrittrice e mecenate Gertrude Stein. L’ha dipinto Pablo Picasso nel 1906, è un olio su tela ed è conservato al Metropolitan Museum of Art di New York.

Nel Salotto di Gertrude Stein

“Dietro grandi uomini ci sono sempre grandi donne”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Gertrude Stein, per esempio, è stata la prima mecenate di Braque e Picasso quando imboccarono la via del Cubismo. Di conseguenza, può essere inserita a buon titolo nella schiera delle “grandi donne”. Ma andiamo con ordine.

Gertrude Stein è stata poetessa e scrittrice. Nata in Pennsylvania nel 1874 da genitori di origini tedesche si stabilisce a Parigi nel 1902. Lì resta fino alla morte, che arriva nel 1946. Bastano pochi riferimenti per capire che, oltre a vedere due guerre mondiali, Gertrude vive anche il fervore creativo dei periodi a loro antecedenti. E ne diventa protagonista.

A Parigi vive con il fratello, Leo Stein, come è riportato in tutti i manuali di storia dell’arte. Quello che non è riportato è che in casa con loro c’è anche la compagna di Gertrude, Alice Toklas. Di solito, è castamente citata come sua segretaria, ma i rapporti  di base fra loro erano ben altri. In pratica, una convivenza pseudo-matrimoniale in un tempo in cui parlare di certe cose poteva essere pure pericoloso. E Gertrude, fra le due, era senza dubbio la “femmina alfa”. Così come lo era del salotto culturale di casa sua, al 27 di Rue de Fleurus, aperto a scrittori e artisti ritrovatisi a Parigi per le vicissitudini della vita.

Hemingway, di cui fu amica, nel suo “Festa mobile” la descrive come imperiosa e volitiva. Una donna d’acciaio, che vuole che le cose girino come decide lei. “Era arrabbiata con Ezra Pound – scrive – perché si era seduto troppo in fretta su una sedia piccola, fragile e, senza dubbio, scomoda, che è del tutto possibile gli fosse stata data apposta, e l’aveva danneggiata o rotta. Questo segnò la fine di Ezra al 27 di Rue de Fleurus. Che egli fosse un grande poeta e un uomo gentile e generoso e che avrebbe potuto sedersi in una sedia di normali dimensioni non era stato preso in considerazione.”

Ma torniamo ai cubisti, ospiti protetti e incoraggiati di casa Stein. L’inizio del Cubismo è fatto risalire alle Demoiselles d’Avignon, opera dipinta da Picasso nel 1907, ma esposta al pubblico vent’anni dopo. In realtà le prime avvisaglie di un salto di stile sono proprio nel ritratto che lo stesso Picasso fa a Gertrude Stein nel 1906, un anno prima delle Demoiselles.

Al pubblico il ritratto non piace perché “poco somigliante”. Lei invece, che l’avanguardia ce l’ha nel sangue, lo adora e dice a Picasso che non avrebbe potuto farla più somigliante di così. Con quel viso dal taglio netto e geometrico. Con quei contorni da maschera africana che si impongono sul bruno terroso e sfumato di tutto il resto. Con quell’occhio sinistro più piccolo, fuori misura, non certo per un discorso di prospettiva. Il seguito è storia.

… E Alice Toklas? Rimane sullo sfondo, segretaria e dattilografa, cuoca e factotum della Stein. Le sopravvive per altri 21 anni morendo in povertà: non ha diritto a ereditare i quadri che Gertrude le aveva lasciato e gli Stein, ovviamente, se li riprendono. E allora, dietro una grande donna c’è spesso un’altra grande donna? Forse sì, se consideriamo che il libro più famoso di Gertrude Stein si intitola Autobiografia di Alice Toklas”.