La Maddalena Penitente di Tiziano

L’equivoco di Maddalena Penitente

Questo olio su tavola è la Maddalena Penitente dipinta da Tiziano nel 1533, custodito oggi alla Galleria Palatina presso Palazzo Pitti a Firenze.

Fra tutte le Marie Maddalene ritratte nella storia, ce n’è una che riassume in sé gli estremi entro cui si muove questa figura: lascivia e pentimento. È la Maddalena Penitente di Tiziano, vestita solo di lunghi capelli biondo-rossi, sciolti e fluenti come l’iconografia occidentale della donna dissoluta vuole. Stagliata contro un cielo in burrasca, guarda in alto con le guance arrossate, le labbra carnose, il seno che spunta fra le ciocche. Di fianco, il vasetto con gli unguenti come attributo che la caratterizza. Guardandola ci viene da pensare: ma questa Maddalena, è davvero così pentita?

In realtà, Maddalena non ha nulla di cui pentirsi. Il suo peccato è tutto frutto di un equivoco.

Quando pensiamo a Maria Maddalena ci frullano nella testa una serie di immagini. Queste vanno dalla prostituta pentita che lava i piedi di Gesù con l’unguento, asciugandoli con i capelli, fino alla Maddalena innamorata a cui strizza l’occhio il buon vecchio Jesus Christ Superstar. La cita per primo San Luca, quando parla di Gesù che gira per le città portando la notizia del regno di Dio. A Magdala, fra gli altri, incontra tale “Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni”. Una persona malata, quindi, nel corpo o nello spirito, che l’incontro con Gesù libera dagli affanni.

Nel capitolo precedente, Luca fa accenno a un’altra persona che viene in contatto con Gesù traendone beneficio. Si tratta una “peccatrice nota in quella città” che lava i piedi di Cristo con un unguento. Li bagna con le sue lacrime e li asciuga con i suoi lunghi capelli, decidendo di convertirsi e lasciare la vita peccaminosa. La peccatrice in questione non ha nome e, per qualche motivo non supportato dalle Scritture, viene associata molto presto a Maria Maddalena, oggi santa protettrice sia delle prostitute pentite sia delle parrucchiere.

Nei Vangeli le comparse di Maddalena – quella vera, guarita dai sette demoni – non finiscono qui. Fedele seguace di Gesù fino alla fine, quando le cose per lui si mettono male la ritroviamo sul Golgota, disperata ai piedi della Croce. Poi, eccola di nuovo alla tomba di Cristo che, come sappiamo, trova aperta. Il masso che la chiude è spostato, il sepolcro vuoto. Gesù è risorto mentre i custodi dormivano e fa la sua prima apparizione post-mortem proprio a Maddalena. La chiama per nome, le dice che sta salendo a Dio Padre, si raccomanda che lo dica a tutti.

Maddalena diventa così “Apostola fra gli Apostoli”, la prima persona ad annunciare la Resurrezione di Cristo: la Pasqua, in pratica. E dopo, cosa le succede?

Qui la storia si mischia alla leggenda. Maria Maddalena decide di vivere da eremita per il resto dei suoi giorni, spogliata delle vesti e vestita solo dai suoi capelli. Si reca fino in Francia, via mare, sbarca vicino a Marsiglia e qui si ritira, perdendo via via la bellezza terrena per raggiungere a pieno la bellezza spirituale.

Tiziano, nel 1533, mette tutti questi ingredienti in un calderone, mescolando con sapienza e con il suo ottimo pennello. Abbiamo la Maddalena penitente ed eremita, la Maddalena prostituta pentita, la Maddalena che porta con sé gli unguenti. Va in scena, insomma, l’equivoco delle Maddalene. La chioma da peccatrice è sempre lì, chiara e fluente, ed è diventata il suo unico vestito. Non ha ancora perso la bellezza terrena – tutt’altro! – e anche la sua nudità provocante è sempre lì. A quel tempo la Controriforma non è ancora intervenuta a dipinger mutande ai santi per vestirne le pudenda. La nudità può essere ancora letta come segno di purezza. Oppure no, dato che l’opera fu realizzata per un committente privato: di fatto, un quadro da tenere per sé, alla vista di pochi, non da sbandierare in qualche chiesa o in spazi accessibili al pubblico. Quindi?

Quindi il confine delle intenzioni è labile e si presta a essere interpretato. Proprio come è successo ai due capitoli di San Luca entro cui è stato modellato e interpretato il personaggio di Maddalena.