La Gioconda: perché Monna Lisa è così famosa?

La Gioconda se la ride

Chi sarà mai? La Gioconda, o Monna Lisa, è stata dipinta da Leonardo da Vinci nel 1503 – 1506. E’ una pittura su tavola e si trova al Musée du Louvre, a Parigi.

Si riesce a vedere solo allungando il collo oltre la selva di telefonini pronti a scattar foto, protetta da una teca di vetro. E la prima volta si pensa, “Ma è così piccola?” Succede sempre con le opere d’arte che diventano delle star. Le riproduzioni ci sembrano così grandi da inghiottirci, ma spesso sono molto più discrete. Questo non significa che non siano comunque speciali. La Gioconda lo sa e infatti è lì che se la ride.

Mettiamo un attimo le cose in fila. Per essere più precisi, la Gioconda ride ma non ride, e soprattutto non è dalla sua espressione che nasce il soprannome. Intercetta il tuo sguardo ovunque tu ti trovi: a destra o a sinistra, non importa, lei ti guarda e non saprai mai cosa pensa. Della Gioconda si è detto e fatto di tutto. Duchamp le ha persino messo i baffi e ne ha fatto un’icona pop (quasi transgender, diremmo oggi, ma questa è un’altra storia), e no, non ce l’hanno rubata i francesi. In pratica: perché la Gioconda è così famosa? Ora ci arriviamo.

Il secondo nome con cui la Gioconda è conosciuta è Monna Lisa. Infatti, la versione più accreditata è che sia il ritratto di Lisa Gherardini. Siamo nel 1503, a Firenze, Lisa ha 23 anni e da ben 7 è sposata con Francesco Del Giocondo. Il matrimonio sembra un buon affare. I Gherardini hanno il prestigio di un cognome storico ma non hanno più i soldi di un tempo. I Dal Giocondo, invece, hanno i soldi ma non un cognome storico. In ogni caso, dal cognome del marito al soprannome del ritratto il passo è breve. Per lui, mercante di seta, Lisa è la terza moglie: gli darà quattro figli e morirà – pare – a 63 anni, trovando sepoltura – pare – nel Monastero di Sant’Orsola a Firenze.

Doveva correre buon sangue tra la famiglia Del Giocondo e la famiglia Da Vinci. È proprio nel 1503 che Francesco, all’occasione del trasferimento con Lisa in Via della Stufa, commissiona a Leonardo il ritratto della moglie. E il pittore risponde con tutta la carica innovativa di cui è capace.

Primo, bando ai ritratti frontali o di profilo: Lisa è ritratta di tre quarti. Grazie alla tecnica del contrappunto, il suo busto ruota in una direzione, il suo sguardo in un’altra. Ecco perché la Gioconda ti guarda sempre. Secondo, bando ai contorni netti. Leonardo utilizza lo sfumato, una tecnica che sfuma gradualmente tutte le superfici, viso incluso. Ecco perché sembra così reale. Terzo, bando alla rigida prospettiva tracciata coi punti di fuga. Quella di Leonardo è “pittura aerea”: vuol dire che dipinge l’aria e tutte le variazioni di volume e tinta che questa conferisce al paesaggio.

Difficile? Per l’epoca, rivoluzionario. La Gioconda è il primo ritratto moderno, ecco perché è così famosa. Si racconta che Leonardo continuò a ritoccarla per tutta la vita. Qui, il confine tra verità e leggenda comincia a farsi sfumato, proprio come la sua pittura, ma una cosa è vera. Quando l’artista muore in Francia, ad Amboise, la Gioconda è ancora lì con lui.

Oggi, l’immagine eterna di Lisa Gherardini ci guarda da dentro la sua teca. Con il sorriso sornione, lo sguardo che non ti perde mai di vista e le braccia appoggiate sulla balaustra, sembra proprio godersi lo spettacolo.

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